CORNO GRANDE dal GHIACCIAIO - 22/05/2011 | Stampa |
Scritto da Claudia   

 
Stavolta voglio fornire una diversa chiave di lettura della relazione. 
Metti il sottofondo musicale e scorri le foto senza badare troppo ai commenti.

Lo so... siamo sempre qua, nel cuore del Gran Sasso. Non spenderò troppo parole a spiegare 
il perché... è l'amore! Questi posti mi attirano come una calamita e ogni volta che ci torno mi scopro 
più innamorata di prima!

Oggi sarò in compagnia del Lupo della Laga e dei suoi amici. Tra loro c'è anche Alessandro e come di consueto consiglio di andare a vedere le sue foto, ma solo dopo aver visto le mie... per pietà!
Arriviamo a Prati di Tivo alle 8,00 e la cabinovia apre solo alle 9,00.  Che facciamo in un'ora di tempo? Quasi tutti si dirigono tranquillamente verso il bar... solo in tre (masochisti) decidiamo, ognuno per le sue ragioni, di partire dalla piana del laghetto di Cima Alta.

...luna, bella luna... proteggi il cammino dei viandanti...

Di neve ce n'è ancora tanta e già pregusto l'idea di arrivare al Rifugio Franchetti senza dover seguire gli interminabili tornanti del percorso estivo.

Il Lupo della Laga suggerisce di seguire il tracciato del Sentiero Italia per scaldare gradualmente le gambe...
non ci ero mai passata da qua! Ma guarda quante cose si imparano!

Nel frattempo che viaggiamo nel bosco, una nuvola viene ad abbracciare il Paretone... ma il meteo ci aveva avvisato (cielo velato o poco nuvoloso) e non ci facciamo impressionare.

Questo tratto è molto panoramico e sono contenta di non aver preso la cabinovia (non è un caso se non compare nelle foto)... con questi scarponi invernali, però, non vedo l'ora di calpestare la neve!

 Non devo aspettare troppo. La troviamo subito dopo il Passo delle Scalette... 

... e insieme alla neve troviamo anche il resto del gruppo, salito con la cabinovia.
Da bravi lupi lasciamo nella neve un'unica impronta.

Il Vallone delle Cornacchie innevato sembra un posto fatato... tra nuvole e massi erratici
saliamo in un silenzio irreale... 


... magari! Tra le nostre chiacchiere e...

... e la folla vociante intorno, il silenzio ce lo possiamo solo sognare!
Anche Alessandro brontola un po'... con tutta la gente che sale e scende tutt'intorno non si sente libero
di scattare foto.

Sulla est del Corno Piccolo una cordata di tre scalatori.

 

Il Lupo della Laga trova una piramide per provare i ramponi su roccia... una piramide nella neve.
Che bell'accostamento! Sull'altopiano di Giza la neve non l'hanno mai vista!

Presentazioni! Da sinistra nella foto Domenico, Alessandro, Federica, Massimo, Paola, dietro di lei Luciano, poi Eligio, Catia (di spalle), Fabrizio e Francesco (col cappello), che oggi fa da guida al gruppo.

In breve giungiamo al Franchetti... immersi tra le nuvole. Non si vede niente tutt'intorno, che peccato!
Breve sosta e ripartiamo. Per salire al Ghiacciaio del Calderone taglieremo dritto per dritto sfruttando il pendio innevato e senza transitare per la Sella dei Due Corni. Dal Franchetti in su incontriamo meno gente.

All'improvviso cominciano ad aprirsi dei varchi attraverso il bianco delle nuvole...
vuoi vedere che alla fine questa giornata si farà indimenticabile?

E infatti le nuvole si aprono e si chiudono come un sipario su scorci inaspettati e... spettacolari.
E sarà così per tutto il resto della gita!


Sulle rocce a monte del Franchetti scopriamo una croce... che sarà?



Man mano che ci avviciniamo al ghiacciaio, si scoprono tratti sempre più ampi di cielo...


... e nella conca la luce del sole ci accoglie più abbagliante che mai... il colpo sapiente dei riflettori puntati
sul meraviglioso anfiteatro di rocce.

Ok, datemi del lupo narciso, ma una foto qui, su questo prezioso ghiacciaio la cui vita è appesa a un filo, voglio assolutamente farla. E pensare che un tempo il livello della neve raggiungeva quasi la balconata... resisti, ti prego! Non si potrebbe coprire con un telo in attesa di estati più fresche?
 


Pausa di contemplazione.... aaahuuuuuuuuuuuuuu!!!....
e ripartiamo per la Vetta Occidentale del Corno Grande. A guardare bene si potrebbe anche salire
alla Vetta Orientale... la prossima volta!

Trovo una comoda scaletta che mi porta su, verso il paradiso, e la febbre della vetta mi mette le ali ai piedi.

Ne approfitto per fare qualche scatto dall'alto al gruppo che sale.


Due sciatori... scendono piano, si vede che vogliono godersi lo spettacolo senza fretta.



Raggiungo il filo di cresta. Il Corno Piccolo è sommerso sotto uno spesso strato di soffice panna montata. Tutto intorno le nuvole coprono il paesaggio in basso... noi siamo al di sopra,
a goderci il punto di vista delle aquile.

Forza, ragazzi... ancora un piccolo sforzo!

Tre vette allineate... l'Orientale, la Centrale e il Torrione Cambi.
Sulla balconata (non credo ai miei occhi) si scorge una traccia di sci... orizzontale... Bah!!
 

La nostra vetta.

Il gruppo è ormai prossimo all'uscita.

Nel frattempo sul versante di Campo Pericoli, uno snowborder si avventura per il canale Bissolati.

Ancora qualche passo...

... ed eccoci in vetta! a 2912 m, tra le nuvole e i gracchi che ci girano attorno.

Il Lupo della Laga sprizza felicità da tutti i pori e sembra essersi totalmente dimenticato
della sua amata Laga! Arriva in cima e non la nomina affatto!

Dopo la pausa panino (qualcuno ha avuta la faccia tosta di portare pane e ventricina),
scattiamo la foto di vetta...


... e ripartiamo in discesa per la stessa strada dell'andata.



Ci sfreccia accanto uno sciatore...

... col cane-alpinista al seguito! Ciao Agata! Sei una forza!


Giunta quasi al fondo del ghiacciaio, invece di traversare, non resisto e mi lascio scivolare (sul fondoschiena!). Chiedo scusa ai fotografi se ho rovinato il candido manto di neve immacolata...
ma come fate voi altri a non buttarvi?

Una volta a terra nella neve, scopro nuovi punti di vista.



E' difficile far entrare tutto l'anfiteatro in una foto senza un grandangolo...

... ma con un collage di tre foto, ci si riesce quasi.

Se non fosse per le nuvole che si addensano sempre più minacciose e scure, resterei a godermi il ghiacciaio ancora per un bel po'. 

Scendiamo rilassati e ... sprizzanti di gioia!



Ahi, ahi, ahi!!! Attenti! Nuvola a sviluppo verticale... le cose si mettono male!

Infatti, facciamo appena in tempo a rifugiarci nel Franchetti e... arriva una bella grandinata! Che fortuna!
Scopriamo che Luca, il gestore del rifugio, ha costruito due nuove piccole stanze ad ampliamento del locale invernale. Dobbiamo assolutamente venire a inaugurarle!

La grandinata dura poco e ci rimettiamo in cammino. Questa è la terza volta che salgo dal ghiacciaio e ogni volta ho beccato la grandine. Sarò io che porto sfiga? o in tarda primavera bisogna aspettarsela sempre?


Esce addirittura il sole!
Chissà se gli scalatori erano ancora in parete quando è arrivata la grandine!
Scrutiamo con attenzione le rocce, ma non riusciamo a scorgerli. Non finiamo di dire che ormai saranno sotto a Prati di Tivo, che ci arriva addosso una bella scarica di sassi (o meglio di massi) proprio dalla est. Ed eccoli lì, prossimi all'uscita sulla cresta nord-est, proprio nel punto da dove è arrivata la scarica. Sembrano illesi... e per fortuna nessuno di noi è rimasto colpito.

Per sicurezza ci allontaniamo dalla parete e col Lupo della Laga, mi diverto ad andare alla ricerca dei due massi incastrati, sotto cui passa il sentiero. La foto è annacquata, ma la metto lo stesso per curiosità.

Da sotto i due massi scatto una foto al Lupo della Laga, che guarda ancora verso la est e gli scalatori.

Si torna a calpestare le pietre. Al Passo delle Scalette ci liberiamo di casco, piccozza e ramponi...
ormai è fatta! Sua maestà il Gran Sasso però ci riserva ancora una sorpresa. Dalla parete che dà sul Vallone delle Cornacchie dell'Anticima Nord della Vetta Orientale del Corno Grande vediamo scendere una slavina! La neve precipita giù balzando di roccia in roccia come una cascata d'acqua e il rumore è raccapricciante... che bello essere lontani e al sicuro! Per l'emozione dimentico di scattare una foto. 
In primavera la montagna è più viva che mai!

Per il Lupo Alberto.

Non ci resta che riscendere fino alla piana del laghetto.
La stanchezza si fa sentire, ma è una stanchezza me-ra-vi-glio-sa!



Il tracciato della salita sul ghiacciaio.
Dalla piana del laghetto abbiamo percorso un dislivello di circa 1400 m.

 

Per avere notizie sulle condizioni del Ghiacciaio del Calderone guarda qui.
Per vedere la sua evoluzione dal 1860 ad oggi guarda invece qui.

Se vuoi venire in montagna con noi vai sul sito www.abruzzoparks.it 

 

 

Commenti 

 
#1 Tommaso 2011-06-02 12:25
Chissa' se un giorno , sempre tramite internet , riuscirai anche a farci mangiare dei pasticcini mentre leggiamo una tua relazione di montagna . Scherzo . Un'altra bella giornata sul Gran Sasso eh ? A presto .
 
 
#2 Lupo della Laga 2011-06-02 19:31
Stavolta ti sei superata...ottimo l'abbinamento: una musica indimenticabile per un luogo impareggiabile
 
 
#3 Lupaclà 2011-06-02 22:24
I giorni in cui posso andare in montagna sono sempre troppo pochi!!! Del Gran Sasso poi non mi stancherei mai!
 

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