IL CANALE DI ERNESTO SIVITILLI - 12 giugno 2011 | Stampa |
Scritto da Claudia   



Ernesto Sivitilli è stato un uomo fortunato... ha avuto il privilegio di scalare molte creste e pareti del nostro amato Gran Sasso quando questo conservava ancora intatto il fascino della verginità. Con i suoi più fidi Aquilotti ha collezionato innumerevoli prime ascensioni... vie nuove e varianti... e non c'è parete sul Gran Sasso che non porti la sua traccia.
Nel 1925 fonda gli Aquilotti di Pietracamela, con molti anni di anticipo su Scoiattoli e Ragni, avvicinando con entusiasmo un gruppo di ragazzi del paese all'arrampicata e allo sci. Le prime fotografie in bianco e nero degli Aquilotti (conservate nel piccolo museo dell'alpinismo realizzato a Pietracamela), mostrano facce imberbi, lunghe piccozze, corde di canapa e un gagliardetto ricamato che esiste ancora oggi.
In questa foto, in piedi da sinistra Massimo Trinetti, Antonio Giancola, Ernesto Sivitilli (con la corda e il gagliardetto) e Armando Trentini. Seduti, da sinistra, Igino Panza e Bruno Marsili.
Mi confesso emozionata nel vederli... voi no?

Oggi percorreremo il canale che porta il suo nome, il canale Sivitilli, il canale incassato situato immediatamente a sinistra della Prima Spalla. Il nostro lo risalì per primo nell'agosto del 1933 insieme ai suoi Aquilotti... una salita su roccia dunque, che presenta modeste difficoltà con passaggi di III-. Con la neve è tutta un'altra cosa... saliremo con piccozza e ramponi su pendenze di c. 45° e un tratto a 50°. Ma cominciamo dal principio.

Il meteo ci assicura la ormai consueta doccia di fine escursione, ma la mattina dovrebbe risparmiarci.

Pietracamela e il segno ben visibile della recente frana, proprio a monte del paese... per fortuna la roccia è venuta giù in direzione del Rio Arno. Credevo che nella mia breve vita non mi toccasse di assistere a tanti cambiamenti della fisionomia della nostra amata montagna e invece...

Sono le otto e a Prati di Tivo non si vede anima viva. Che succede? Lo scopriamo subito... la funivia apre solo alle nove. Stiamo scherzando?! Apertura dalle 9.00 alle 17.00... così alpinisti e montanari possono tornare a casa per l'ora del thé! Siamo quasi al solstizio, il sole sorge alle 5.30 e tramonta alle nove... ma forse non lo sanno... oppure puntano alle famiglie con il cesto da picnic... bah!!!

... le scarpe tu ce l'hai... puoi andare dove vuoi... puoi fare quel che vuoi...
 Forza e scarponi non ci mancano e partiamo come al solito dalla piana del laghetto di Cima Alta... tra il verde brillante dell'erba fresca e il giallo dei ranuncoli.


Una nuvola si adagia sinuosa sul Paretone.

Oggi i Lupi puntano tutti verso la Vetta Occidentale del Corno Grande. Alla recente salita dal ghiacciaio non avevano potuto partecipare e ora vogliono recuperare. Vorrei tanto restare con loro, ma non mi va di bissare dopo così poco tempo e...
 

...il Corno Piccolo mi chiama con voce suadente... non posso ignorarlo.
Proverò a salire dal canale Sivitilli, una mia vecchia conoscenza... non amo molto andare in solitaria, ma un tentativo voglio farlo... almeno per andare a vedere quanta neve c'è e in quali condizioni si trovi.


Poco più a monte della Madonnina, sui prati al di sopra del sentiero, avvistiamo due camosci che scappano veloci verso la base delle vie della Nord... non mi era mai capitato di incontrarli qui.


 

All'incrocio con il sentiero Ventricini vado a destra, mentre i Lupi proseguono verso il Vallone delle Cornacchie e il ghiacciaio. A dopo!
Arrivata in corrispondenza del Canale di Mezzo incappo in un gruppetto fermo a ramponarsi... ma guarda che sorpresa! Sono Francesco e Eligio, gli amici con cui sono salita al ghiacciaio due settimane fa e senti, senti... sono qui proprio per il canale Sivitilli! Che bello! Sono insieme ad altri due amici, Gianni e Roberto, e accettano volentieri (grazie) di prendermi con loro.


Per evitare il tratto erboso alla base del Sivitilli, hanno pensato di salire per la lingua di neve sotto il Canale di Mezzo e poi traversare verso destra per riportarsi sotto il canale giusto. Mi sembra una bella idea...
la neve poi tiene bene.


Sotto lo Spigolo di Paoletto. Si vede bene anche l'uscita ancora innevata del ramo destro (a salire) del Canale di Mezzo. Potrebbe essere la nostra via di discesa.

Il traverso...

... ci porta sotto il Sivitilli, che fiancheggia sulla sinistra le belle placche inclinate del versante NE
della Prima Spalla. Un consistente sperone (da qui sembrano due ardite guglie) separa il canale dalla via normale Abbate-Acitelli, la via seguita nel corso della prima ascensione del Corno Piccolo nel settembre del 1887. Mi ha incuriosito leggere che Enrico Abbate e Giovanni Acitelli quella volta salirono addirittura da Assergi per il Passo della Portella, il rifugio Garibaldi, la Val Maone, il canale del Tesoro Nascosto e poi il canale che porta il loro nome.


All'attacco del pendio incappiamo in un crepaccio.

Lo superiamo sfruttando un ponte di neve, che riesce a reggere al nostro passaggio.

Finalmente siamo nel canale. Roberto davanti ci apre la via.
Le nuvole vanno e vengono e danno al canale quell'aria di mistero e intoccabilità che smorza la voce e
ci fa proseguire in religioso silenzio.

Quasi quasi a commento delle foto nel canale metto le parole dell'inno degli aquilotti,
parole scritte proprio da Ernesto Sivitilli.

 Qual bianca erta barriera
si aderge il Piccolo Corno
di dritte torri adorno
fasciato di mister.
Con l'ugne e con la corda
pareti fascinose
o balze paurose
noi vi conquisterem.

(I crepacci ci ricordano che siamo a giugno).
 

Atavici richiami
ci spingono sul Monte
di ogni dolcezza fonte
dator di ogni virtù.
Sgorgan dal cuor che esulta
pensieri forti, arditi:
i nostri non son miti
son palpiti d'amor.

Sempre l'Aquila Reale
ci accompagna nel cammino
e quand'essa batte l'ale
noi gridiam: per te "Hurrà"!

Nel tratto più ripido.



Alla nostra destra le magnifiche placche della Prima Spalla... dove sale la via delle Clessidre.

 
Infine pieghiamo a destra sfruttando un ponte di neve...

 


... e usciamo sulle rocce.

Arrivati alla cresta tra la vetta e la Prima Spalla ci fermiamo a rifocillarci.
Su alla croce non c'è nessuno (che strano).

Siamo proprio all'imbocco della normale per chi sale dalla Sella dei Due Corni o dal sentiero Ventricini.

Sul Campanile Livia due figure si godono la conquista della guglia.


Saliamo in vetta tra le nuvole. La spaccatura tra la cima e la prima anticima S è colma di neve.


Fallito l'autoscatto, ci pensa Eligio ad immortalarci.

Guardo verso il ghiacciaio e mi chiedo dove siano gli altri Lupi. 

Sono in placida contemplazione di tutto quel po' po' di spettacolo che ho intorno e l'occhio mi cade per caso su una coccinella. Non ho capito se si è piazzata sul lichene per mimetizzarsi o per cercare cibo.

Per evitare di incappare in qualche salto di roccia nel Canale di Mezzo, decidiamo di scendere dalla Danesi.

Sotto nel Vallone delle Cornacchie il rifugio Franchetti... il sentiero di accesso
è ancora in gran parte innevato.

Che goduria le rocce e la Danesi! La neve è una meraviglia certo, ma ora non ne posso più. E' arrivato il tempo di mettere le mani sulle rocce calde e divertirsi un po' ad arrampicare.

Roberto... se fossi in te non mi appoggerei troppo... non si sa mai.

Il passaggio nel buco.

Gianni ci spiega la tecnica da impiegare per superare il passaggio a scendere. "Ti aggrappi a quello spuntone con due mani e poi spenzoli con le gambe di sotto, e le sventagli fino a che non trovi alla cieca qualche appiglio per i piedi" (detta in dialetto era uno spasso).

Sulle scalette arrivano le prime gocce di pioggia. No!! Speravo di fare la doccia dalle parti del Franchetti!


Tanto per non annoiarci, nell'ultimo tratto della Danesi, troviamo dei bei traversi ripidi su neve e prudentemente ("perché ci piace a campà") ricacciamo dagli zaini piccozze e ramponi.

 Le difficoltà sono finite... c'è solo la pioggia che continua a scocciare e per un po' non posso scattare foto.
Comunque arrivata al Franchetti ritrovo gli altri Lupi. "Allora com'è andata?" Mi raccontano la loro salita sul ghiacciaio e fino in vetta al Corno Grande... gli incontri inaspettati (un abbraccio a Marco)...
 e le scivolate di Cane Lupo...
A documentazione della loro salita, mi va di mettere un paio di foto.

Ma che strani sorrisi... o sono brilli per l'aria rarefatta... oppure è merito della... fotografa!



Insomma ci ritroviamo al Franchetti, mangiamo, ci asciughiamo, passiamo a salutare Luca e poi ripartiamo.. Cane Lupo, Lupo di Mare e Lupo Bianco scappano via, mentre io scendo con calma (non piove più) col Lupo di Loreto... e gli amici del Corno Piccolo.

Anche oggi la Est ci regala la dose abituale di sassi... che parete viva! Meglio non togliere il casco!


All'albergo diruto, che spunta (finalmente) nella nebbia come un fantasma, incappiamo di nuovo
nel branco dei cavalli al pascolo...

... c'è anche un puledro appena nato, che si muove curioso sulle sue zampe ancora traballanti.


 La catena orientale sembra sgombra di neve... mi vengono subito in mente progetti per il futuro.

Torniamo alla macchina e vi risparmio il racconto della caccia al mio cellulare smarrito.
La foto sotto è stata scattata da una webcam alle 20,00 dello stesso giorno. Ecco la nostra salita... il canale Sivitilli ha uno sviluppo di circa 200 m e in condizioni di innevamento arriva a una pendenza massima di 50°. L'altra linea bianca che sale più a sinistra è la normale Abbate-Acitelli.
Con questa uscita dico arrivederci alla neve.

 

 Un grazie di cuore a Francesco, Eligio, Roberto e Gianni.

Se vuoi venire in montagna con noi vai al sito www.abruzzoparks.it 

 

 

Commenti 

 
#1 PAOLO 2011-06-18 12:08
TROPPA GENTE SU PER LA MONTAGNA........E TROPPO RUMOROSA (LA GENTE?, LA MONTAGNA?)
 
 
#2 PAOLO 2011-06-18 12:37
GLI APPENNINI SONO VECCHI DI 6 MILIONI DI ANNI.......UNA INEZIA RISPETTO ALLA DURATA MASSIMA.....DELLA NOSTRA VITA (100 ANNI!). QUANTI CAMBIAMENTI SARANNO ACCADUTI!! EPPURE LA MONTAGNA CI APPARE IMMOBILE,SEMPRE IDENTICA A SE STESSA.....FATTA DI PIETRE MORTE.......FRA UN MILIONE DI ANNI "LEI" SARA' FORSE UN POCHINO PIU' ALTA O FORSE UN POCHINO PIU' BASSA, PIU' ROSA O PIU' PALLIDA AL TRAMONTO DEL SOLE, PIU'CALDA(?)O MAGARI PIU' FREDDA....MENTRE I "NOSTRI" EREDI SI SPECCHIERANNO IN "LEI" COSI' COME OGGI NOI..........E DOVE, SAREMO IN QUEI MOMENTI.......? SAREMO IN PACE RIASSORBITI FINO ALL'ULTIMA MOLECOLA IN QUELLA TERRA DA DOVE VENIMMO E SULLA QUALE CONTINUERA' A SVETTARE IL "NOSTRO"... IO SONO RIMASTO EMOZIONATO DAGLI"AQUILOTTI". MI HANNO FATTO TANTISSIMA TENEREZZA.........). ERANO PERFETTAMENTE IN SINTONIA CON "LUI".IO HO TRE "AMANTI": MIA MOGLIE......,LA MEDICINA E TUTTO CIò CHE è BELLO (MONTAGNA COMPRESA). CIAO,CIAO
 
 
#3 PAOLO 2011-06-18 12:43
PERCHE' NON SEI SALITA SOLA-SOLETTA?
 
 
#4 Lupaclà 2011-06-18 22:15
Sono contenta di come sia andata. Se non avessi incontrato Francesco e gli altri sarei salita comunque. In caso di difficoltà metto la retromarcia senza problemi.
La foto degli Aquilotti fa pensare...sì. Il Gran Sasso sarà il paradiso per molti... ancora per tanto tempo.
 
 
#5 madrelupa 2011-06-20 09:21
E' davvero emozionante vedere l'immagine degli Aquilotti! Hanno un'aria così giovane ma una luce particolare di assoluta dedizione negli occhi. E pensare che noi ripercorriamo i loro passi e facciamo tesoro delle loro esperienze. Dei veri pionieri!
 
 
#6 PAOLO 2011-06-20 11:55
e se portassimo nel nostro vivere quotidiano 'na nticchia" (un pochino) di quella gioventù, condita con coraggio e "amore fraterno"?.........c'è tanto da fare........e mancano (per paura) genuini pionieri.....ciao-ciao
 
 
#7 Lupo della Laga 2011-06-23 22:04
Neanche un riferimento ai Monti della Laga...occhio, il Lupo della Laga non dimentica
 
 
#8 Lupaclà 2011-06-23 22:13
Ma che ci azzeccano?
E tu allora? gli altoatesini li hai portati sulla Laga? Comunque è stato bello vederti al lavoro... anche se mi è costato lo smarrimento del cellulare.
 
 
#9 donatello 2011-06-29 10:48
Lupaclà l'idea di una 'scheda storica' sulla salita è ottima e da' spessore al resoconto.
Da fare ogni volta che c'è materia. Belle anche alcune foto.....
Io intanto mi involo verso la Valle D'Aosta...ci vediamo a settembre.
 
 
#10 Lupaclà 2011-06-29 11:09
Valle d'Aosta? Beato te!!!
 

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