L'ORTA, IL LUCO E SAN TOMMASO | Stampa |
Scritto da Claudia   


Il fiume Orta nasce nei pressi di Passo San Leonardo e scorre nell'omonima valle per 40 km sfiorando i centri di Roccacaramanico, Sant'Eufemia a Maiella, San Vittorino, Caramanico Terme, dove riceve le acque del fiume Orfento, Salle, Musellaro e Bolognano. Poi a Piano D'Orta si immette nel fiume Pescara. Nel tempo l'azione erosiva dell'acqua ha creato profondi e spettacolari canyon, regno di trote, lontre e rapaci. Nel 1989 venne istituita la riserva Naturale Regionale Valle dell'Orta, per tutelare la valle nei suoi aspetti naturalistici e storico-archeologici. Nelle gole si aprono infatti numerose grotte (grotta dei Piccioni, grotta Scura), che hanno restituito tracce di antiche occupazioni umane. La riserva interessa però solo il tratto ricadente nei comuni di Bolognano e San Valentino in Abruzzo Citeriore. Con l'istituzione del Parco Nazionale della Majella, anche il resto della valle è diventata area protetta, anche se all'altezza di Salle il confine del parco corre proprio sul letto del fiume (bah!). La carta della zonazione del piano del PNM, ci dice anche che da Musellaro a Piano d'Orta siamo in zona A di Riserva Integrale.

 

 

Dalle parti di Bolognano il fiume è impreziosito dalla magnifica cascata della Cisterna... ma anche più a monte non mancano le sorprese. Dopo aver raccolto le acque dell'Orfento, l'Orta prosegue fino a Salle, dove è sormontato dal più alto ponte del centro Italia (a sin nella foto). Sulla sponda opposta il piccolo nucleo di San Tommaso, frazione di Caramanico Terme.

Dal ponte di Salle si gode di una vista spettacolare sul canyon e sulle acque dell'Orta...

... che proseguono poi verso Musellaro...

... scorrendo 90 metri più in basso!
Il ponte, costruito nei primi anni Cinquanta, ha un'unica ardita campata, che toglie il fiato.
Qualche anno fa vi si praticava il bungee jumping
 (video vintage).

 

Proprio di fronte a Musellaro si trova la piana del Luco (detta anche dei Luchi), una particolare formazione geologica, delimitata a valle dal fiume Orta e protetta a monte da una muraglia rocciosa detta di Santa Lucia. E' proprio questa muraglia, che si estende per qualche centinaio di metri, insieme ad altre più piccole, a costituire la particolarità geologica: questi torrioni (ben visibili in questa foto satellitare) affiorano per millenni di erosione, ma anche per lo sprofondamento del terreno, così che il dislivello è ritmato da estesi terrazzamenti boscosi forati da fasce rocciose di diversa grandezza. 
In basso a sinistra nella foto si nota un piccolo ponte di servizio della vecchia centrale idroelettrica, usato dagli escursionisti che traversano da Musellaro a San Tommaso. Nei pressi sorgeva un antico ponte in pietra, di epoca romana, il Ponte Luco, un importante punto di congiunzione per lo smercio dei prodotti montani tra Caramanico e i paesi a valle a ovest del fiume. A difesa e controllo di questo unico punto di attraversamento sorse nel medioevo (tra il 1006 e il 1012, solo un millennio fa) il Castello del Luco, in posizione strategica su uno dei torrioni monolitici che caratterizzano la piana.
 
 
Dei resti del ponte del Luco non ho foto nell'archivio dei Lupi, ma ho trovato un'immagine 
che attesta l'importanza e le dimensioni dell'opera...

... riportata anche su vecchie planimetrie catastali.

 

In questa foto del Lupo Alberto, invece, si vede il ponte della vecchia centrale
(scommetto che tra un millennio non ce ne sarà più alcuna traccia).

I Lupi hanno visitato la piana del Luco in tutte le stagioni, perciò per una relazione più completa ed esaustiva farò un mix di tutto il materiale fotografico a disposizione.
Non si faccia caso ai cambiamenti di colore del bosco.
I torrioni monolitici con i loro fianchi verticali emergono prepotenti dalla vegetazione.

Un tratto della parete di Santa Lucia.

Il sentiero scende dal piccolo borgo di San Tommaso (in prossimità di una curva, pannello in legno del parco) dritto nel mondo delle fiabe... all'ombra di alte e scultoree pareti calcaree... in una boscaglia fatta di roverelle, aceri, carpini e olmi.

(foto presa in prestito dal sito www.majambiente.it)




Il fascino del luogo (Luco deriverebbe dal latino lucus, "bosco sacro") è attestato anche dai numerosi resti della presenza umana, non solo dalle primitive incisioni rupestri rinvenute lungo le mura di Santa Lucia, il vasellame romano e le mura difensive del castello medievale...

 
 ... ma anche dai ricoveri dei pastori, i quali sfruttavano gli anfratti naturali tra queste mura calcaree, 
delimitando gli spazi con pietre a secco...

... e dai terreni coltivati, grazie alla naturale disposizione a terrazzamento, alla fertilità della terra e all'abbondanza d'acqua. Insomma, questo luogo così naturalmente protetto, impreziosito dalla cornice delle montagne intorno, è sempre stato per l'uomo un piccolo paradiso. Anche oggi, che le attività agro-pastorali sono state abbandonate e la vegetazione sta riprendendo possesso della piana, il Luco si conferma
"luogo sacro" per escursionisti e amanti della natura.


A memoria della permanenza dell'uomo è rimasto in piedi un vecchio casolare in pietra che aveva la funzione di frantoio. E' qui vicino che, ai primi di aprile, Madre Lupa, Lupa Rossa e Lupo Alberto sono incappati nella nuova segnaletica bianco-rossa del parco nazionale. Il sentiero segnato prosegue in direzione del Ponte Luco, mentre i Lupi vanno in un'altra direzione... verso le "marmitte" dell'Orta (con la speranza che non siano considerate fuori sentiero).

Attraversando la piana in direzione est e poco oltre il casolare, si scende ripidamente verso l'Orta...

... guidati dal fragoroso rumore dell'acqua...


... e si raggiunge la riva rocciosa del fiume.


Qui il torrente ha eroso il calcare formando splendide "marmitte"...

...pozze, cascatelle e scivoli incastonati tra le sinuose curve della pietra, dove l'acqua scorre vorticosa, si imbottiglia e poi irrompe con ancora più forza, riprendendo il suo viaggio verso il mare.





In estate non si resiste a calarsi in questo canyon spettacolarmente modellato...

... a bagnarsi tra le acque della Montagna Madre...


... a catturare con la macchina fotografica (o almeno a provarci)...

... i giochi di luce ed ombra degli strati della roccia...

 



... a sdraiarsi su questa pietra calda e bianchissima.


Nella stagione invernale e a primavera e comunque quando piove, il posto diventa estremamente pericoloso.
Le rocce intorno si fanno scivolose e si corre il rischio di cadere nel corso d'acqua. In queste foto, scattate ai primi di aprile, si vede chiaramente che a primavera la portata d'acqua è notevolmente maggiore... 

...e il luogo molto poco ospitale (forse anche per le lontre).


 





Di ritorno da una gita alla piana del Luco, non si può mancare di visitare San Tommaso, magnifico esempio di romanico abruzzese. Dedicata a Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, la chiesa risale al XIII secolo.

Quello che mi ha sempre colpito è l'altorilievo (del 1118) posto sull'architrave del portale centrale
di Gesù in Trono che benedice gli Apostoli.

Pietra della Majella di sapore medievale.


L'edificio, più volte restaurato, è a tre navate divise da pilastri. Sulla sinistra c'è un'esile colonna monolitica in pietra con capitello corinzio, detta "colonna santa", quello che rimane di un antico tempio pagano, che sorgeva in questo stesso luogo.

 

Pare si trattasse del tempio di Ercole, dio delle acque salutari, che aveva il centro di culto
nella sorgente d'acqua oggi imbrigliata nella cripta.

Interessanti i dipinti duecenteschi conservati su alcuni pilastri delle navate...

...tra i quali colpisce l'imponente raffigurazione di San Cristofaro, il gigante protettore dei guadi.


 

 

 

 

Commenti 

 
#1 Lupaclà 2012-04-23 11:20
Nella foto con Salle e San Tommaso si intravede sulla sinistra la piana del Luco...
che rabbia non averla inquadrata interamente!
 
 
#2 Lupetto 2012-04-23 11:28
Sembra una favola... "l'orco, il lupo e san tommaso"!
 
 
#3 brigante 2012-04-23 17:46
Mannaggia mannaggia, Lupaclà e Lupetto, ancora un pò e quel masso lo avreste spostato. Bellissimi quei posti, se c'ero io mi sarei tuffato e chi s'è visto s'è visto. Meno male che si rivede Lupo Bianco, io mi stavo a preoccupa',
cominciavo a pensare niente niente .....
E di me cosa dire, che sto cantando a squarciagola questa canzone di Don Fardon "I'm Alive", che poi non è così scontato.
www.youtube.com/watch?v=PgzRgLRuKt0

Buenas noches a todos
 
 
#4 Lupaclà 2012-04-24 07:06
Quelle col Lupo Bianco sono foto del 2008. Certi lupi non si vedono nelle ultime relazioni, perché hanno impegni la dom pomeriggio e non possono permettersi le nostre lunghe passeggiate in full-immersion.
La tua canzone dà la carica!
 
 
#5 PAOLO 2012-04-24 12:08
TUTTO BELLISSIMO. UNA DOMANDA: PERCHE' DELIMITARE UNA ZONA DI PROTEZIONE INTEGRALE, MAGARI VIETANDO L'ACCESSO.........? PER ME NN HA SENSO PER QUANTO MI SFORZI DI TROVARNE UNO. HANNO TROVATO NUOVE ISCRIZIONI RUPESTRI IN MAJELLA.......MA LE HANNO NASCOSTE PER PAURA DEI VANDALI...... E NN PARLIAMO DELLA PIANELLA DELLA MADONNA...CHE RAZZA DI MODO DI VIVERE LA MONTAGNA! MI PIACEREBBE CONOSCERE IL PARERE DEGLI ALTRI LUPI E ANCHE DI GIAMPIERO DI FEDERICO. GRAZIE.
 
 
#6 Lupaclà 2012-04-24 13:20
Cito il Piano del Parco. "Nelle aree di riserva integrale l'obiettivo primario è quello di garantire i massimi tassi di riproduzione e sopravvivenza delle specie animali di particolare interesse. La tutela della fauna dovrà quindi essere attuata nella forma più integrale tramite le misure restrittive di seguito elencate". In poche parole, riassumo: niente selvicoltura, pascolo solo autorizzato, divieto di costruzione, divieto di accesso ai cani, divieto di pesca, accesso turistico limitato ai percorsi segnati.
Le intenzioni sono lodevoli... mi chiedo solo se sia giusto escludere dalla rete sentieristica del parco tracciati storici da sempre percorsi dall'uomo.
 
 
#7 PAOLO 2012-04-24 21:04
ad esempio, quali sentieri?
 
 
#8 lupo della laga 2012-04-24 21:55
Penso che sia più giusto limitare, e non vietare, l'accesso alla zona di riserva integrale. Magari in piccoli gruppi ed accompagnati da personale qualificato (Guide Alpine ed Accompagnatori di Media Montagna). Almeno nei periodi di alta stagione. Una cosa andrebbe fatta: ridurre l'area di riserva integrale...
Saluti a tutti i lupi vicini e lontani...
 
 
#9 Lupaclà 2012-04-24 22:17
In effetti la carta della zonazione del piano del parco dice che la Majella è quasi tutta zona A di riserva integrale...
www.parcomajella.it/ente_PianoRegolamento.asp
Chiaramente il piano adotta un approccio molto conservativo... chiede tanto per ottenere almeno un po', ma forse quel tanto alla fine diventa un troppo di difficile gestione...

Per il Lupo della Laga... quanto verrebbe a costarci un'uscita con tanto di accompagnamento ?
Ci faccia un prezzo di favore... la prego!
 
 
#10 PAOLO 2012-04-24 22:17
ho conosciuto un paio di montanari (100 anni o poco più) che andavano per le montagne.......senza radio, senza mangiadischi, con le mani usate per reggere un bastone o soffiarsi il naso...., pieni dei loro pensieri.....mentre lupi, orsi, cervi e altro si riproducevano, crescevano e morivano come da natura........poi è arrivato l'uomo "civilizzato" o "delinquente" e buonanotte al secchio........o, meglio, al lupo e consimili. che tristezza!!!!!! .
 
 
#11 Lupaclà 2012-04-24 22:44
La fauna del parco non se l'è mai passata tanto bene come ora... non è giusto che tu dica così! Il Parco è ancora giovane e ha ancora tanta strada da fare... diamogli fiducia...
Per quanto riguarda i sentieri... trascurando per un attimo quella che è la rete realmente esistente e limitandoci a quelli indicati nella vecchia carta della Majella del CAI di Chieti...l'elenco è lunghissimo... ti cito qualche esempio... nessun sentiero per Cima Macirenelle e il Martellese, Cima della Stretta, Valle di Selvaromana, Monte Rotondo, Piano Amaro, Val Forcone, Cisterna di Bolognano (si può guardare solo dall'alto), marmitte dell'Orta... occorre che continui?
 
 
#12 PAOLO 2012-04-25 16:52
lupa claudia, il parco è abitato dagli animali ma la fiducia la si dà agli uomini........... mi spiego o devo portarti esempi "cattivi" a prova dei miei pensieri? ciao,ciao.
e l'accompagnatore, che cosa dovrebbe fare?spiegamelo, ti prego, perché ho sempre collocato l'accompagnatore in un contesto ben preciso, quello di un maestro che mi insegna qualcosa.........
 
 
#13 lupo della laga 2012-04-26 14:30
Infatti il titolo esatto è Guida Alpina - Maestro di Alpinismo e Accompagnatore di Media Montagna-Maestro di Escursionismo...
Dovrebbero condurre gruppi a numero chiuso, in alta stagione, in aree delicate dal punto di vista ambientale per evitare un eccessivo disturbo alla flora e alla fauna...magari insegnando qualcosa a chi ha l'umiltà e la voglia di conoscere ed apprezzare la natura...
 
 
#14 PAOLO 2012-04-26 15:07
......insegnando q.c a quei pochissimi......e senza magari. grazie per essere intervenuto. Paolo
 
 
#15 madrelupa 2012-04-27 08:58
Ho letto con interesse i vostri interventi. Mi fanno ricordare e .....riflettere!
 

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