M. CORVO CRESTA N-E - 8 luglio 2012 | Stampa |
Scritto da Claudia   

 

Il Gran Sasso a luglio è sempre meta di tanti escursionisti e alpinisti... troppi per noi lupi... montagna e folla non vanno a braccetto e allora ce ne andiamo alla ricerca di un Gran Sasso meno frequentato e più selvaggio. Il Monte Corvo in inverno brulica di scialpinisti, l'estate invece è deserto ed è proprio quello che ci serve per ricaricarci dopo i recenti impegni.

Salendo da Prato Selva (1400 m) e lasciandosi alle spalle il bike park, si raggiunge un balcone panoramico, a quota 1807 m, che regala una vista mozzafiato sul versante nord del massiccio. Nel collage (anche se mal riuscito) sono ben visibili i tre speroni che incorniciano tre grandi valli di origine glaciale: il Vallone Crivellaro (a des) sovrastato dalla Vetta Occidentale, il Vallone Fosso del Monte (a sin), sotto la Vetta Orientale e ad est, non visibile nella foto, l'ampia Conca di Capovelle che sbocca nella Valle Venacquaro. Il nostro progetto prevede la salita della cresta N-E (a sin) fino alla Vetta Orientale e poi la discesa dal versante sud e rientro per la Valle Venacquaro.

E' un lungo anello e ci avvantaggiamo andando a pernottare al Rifugio Del Monte (in basso a des nella foto).
Non si potrebbe restare dove siamo? Lo spettacolare trio Corno Grande-Intermesoli-Corvo è tutto qui sotto i nostri occhi incantati.

 
Ci tocca riscendere alla Piana San Pietro (1790 m), ai piedi del Colle Andreole, e poi...

... fino al rifugio (1614 m).
L'ultima volta che sono passata da queste parti non c'era che una baracca mal messa con porte e finestre sgangherate. Ora invece il rifugio è stato ristrutturato come si deve, con tanto di pannelli solari e fontanella esterna!!! Basta chiedere le chiavi al Comune di Fano Adriano. Per questa volta ci accontentiamo della tenda, che piazziamo proprio vicino l'acqua.
Verso le nove di sera sentiamo un ululato forte e struggente provenire dal bosco... non ci penso un secondo di più e mi metto ad ululare in risposta, con i brividi che corrono lungo la schiena. Poi, però, intravediamo delle luci, in alto sul balcone panoramico. Aaaaauuuuuuffaaaaaaaaaaa!!!!!! Era solo una registrazione!! C'è qualcuno che fa wolf howling. Il Lupo della Laga li saluta lampeggiando con la frontale e loro rispondono allo stesso modo. Che delusione...
Ci infiliamo nei sacchi a pelo (finalmente un po' di fresco) e crolliamo in un sonno profondo. Abbiamo la pancia piena e poca voglia di andare a caccia dei cinghiali che ci gironzolano attorno.

Il sole dell'alba è già caldo... capiamo che ci aspetta una giornata rovente.

 
Smontiamo la tenda e alleggeriamo gli zaini. Siamo pronti e ci incamminiamo con passo pigro.
Il prato intorno al rifugio è pieno di verbaschi e... grossi massi.

Ogni masso è un giardino in fiore... sedum... allium...semprevivi...

 
... e licheni centenari.

Tra l'erba, l'aquilegia... 

... il lino malvino...

... e questo strano fiore rosa... che sarà?

Risaliamo il Vallone Fosso del Monte... davvero un vallONE!
Il rifugio alle nostre spalle si fa sempre più piccolo, fino a mimetizzarsi fra i massi.

Alla nostra destra la cresta del Mozzone...

(che colori, questa rosa!)

... davanti il crinale della Vetta Orientale e la conca di origine glaciale...

... a sinistra la cresta N-E, dove siamo diretti.

Finalmente arriviamo all'altezza del canale erboso che conduce in cresta.

Sull'altro lato della conca, un canale speculare, ma pietroso.

Sulla tua amata Laga ci sono canali così ripidi?

Arriviamo in cresta e... abbracciamo l'Intermesoli!!!
In basso la Valle Venacquaro... che posto brullo e selvaggio. Non si vede un'anima!!


Ma i camosci non ci sono?

Riprendiamo fiato... 

... mentre le zampone da lupo fremono di impazienza.

Superato un primo tratto roccioso...

 
... proseguiamo per facili pendii... facili e ripidi!!!

La fatica è mitigata dalla grandiosità del panorama.

Adoro i percorsi di cresta!!! Siamo in bilico tra la Conca di Capovelle...

... e il Fosso del Monte e le sue pareti del Malecupo.
Che brutto nome... per un posto tanto apprezzato dai gracchi!

Ci soffermiamo ad osservare il Mozzone (c. 2290 m).
E' allettante, e prima o poi ci andremo... con uno spezzone di corda nello zaino.

 
Non entri nella foto... fai un passo avanti?

 
Mi fermo a scattare foto ai fiori...

... foto così. L'Anemone narcissiflora.

Si comincia a sentire odore di vetta... si vede anche il Corno Grande!!... e la Majella!!!
Madre Lupa è al Rifugio Duca degli Abruzzi con Lupa Fantasma e Zio Lupo... Ciaooooooooo!!!!!

Fra i sassi a terra, tante piantine profumate di Artemisia eriantha in fiore.

La descrizione diceva: "Lunga salita, non elementare e faticosa".
Ero stata avvisata e non posso lamentarmi...

... anche perché siamo finalmente in vista della croce!

La Vetta Orientale del Monte Corvo (2623 m) e... siamo soli!!!
Più in alto c'è solo il cielo!

Io insieme al "mio" amato Corno Grande"...
tu insieme alla "tua" amata Laga.

La vetta è sempre un momento magico... di sospensione e gioia assoluta.
Grazie, Sua Maestà, che bel regalo... ne faremo tesoro.

Ci affacciamo verso sud... e mi sembra di guardare una cartina:
la piramide triangolare del Pizzo Cefalone, le Malecoste e la Sella Venacquaro.

La via di discesa è lunga e ripartiamo senza fare soste.
Aspetta un attimo!! Guarda che tappeto di Aster alpinus!
Con la siccità e il caldo di questi giorni, non mi aspettavo un Corvo tanto fiorito.


La normale da sud risale i due grandi dossi ghiaiosi che caratterizzano questo versante. In un breve tratto c'è da mettere le mani a terra e allora diventa anche divertente (se non fosse per questo sole impietoso).

Giunti ad un largo canale ghiaioso, incappiamo in un gruppetto che sale con passo baldanzoso.
Alle spalle dell'ultimo, un camoscio attraversa non visto verso Capovelle.
 

Poi li riconosco. Sono i Camosci d'Abruzzo e arrivano dall'albergo di Campo Imperatore.
Allora, il camoscio che abbiamo visto era uno di loro!!! Sentita la presenza di due lupi è andato a nascondersi? Che bello incontrarli qui... forse anche loro rifuggono la folla come noi.


E' la prima volta che percorriamo questa via e ci fermiamo spesso a guardarci intorno.


Ormai è l'ora di pranzo e le pance vuote si lamentano a gran voce. Ci fermiamo all'ombra di un grosso masso a mangiare panini con il Venacquaro negli occhi. Il caldo acuisce la sensazione di isolamento...
... che silenzio... che pace.
Scommetto che in questo momento anche gli altri animali del parco stanno facendo come noi...
riposano all'ombra.

Mi farei volentieri un sonnellino... e invece mi tocca ripartire.
"Ciao, Monte Corvo!!!"

Per tutto il tragitto perseguito il Lupo della Laga con la stessa domanda: 
"Perché Monte Corvo? Da dove viene questo nome?" E lui... "Buh!!!".

"Perché Monte Corvo?"

In questa valle così selvaggia e deserta, la Fonte del Venacquaro (1926 m) sembra quasi un miraggio.
Acqua!!!! Fresca, pura e cristallina!!! Acqua adorata!!!
In fondo, il nome "Venacquaro" è composto di "vena" e di "
acquaro", nel senso di
"fascia di rocce da dove scaturisce l'acqua".

Riempite bottiglie e borracce, deviamo a sinistra (N), tra Corvo e Intermesoli.

Un incredibile cuscinetto di sedum che fa concorrenza al sole. Sono gialli anche fusti e foglie!


Mi giro a dare un'occhiata alle spalle per ammirare la Forchetta della Falasca, conosciuta dai paeasani della zona con il nome di "Furchetta de lu muline", perchè veniva percorsa in salita dal Venacquaro e in discesa verso il mulino Cappelli.

"Perché Monte Corvo?" 
Non vedo rocce nere o a forma di becco... nè vedo corvi.

"Hei, Lupo della Lagaaaaa!!! Perchè Monte Corvo?".

"Perché Monte Corvo?.... Ma che guida sei!!!!".

Una nuvoletta spuntata dal nulla.

Vieni da questa parte, ti prego... portaci un po' d'ombra.
In questa valle chiusa tra ghiaioni infiniti il sole riflesso arriva da tutte le direzioni. Impietoso mi abbaglia e mi toglie le forze....mi viene q
uasi voglia di indossare un burqa.
Un vecchio stazzo (ca. 1850 m)...

... proprio al centro del deserto.

Invece che scendere verso il bosco di Fonte Novello...

 
... saliamo ad intercettare il sentiero che ci ricondurrà al Rifugio del Monte.

Siamo di nuovo in salita, ma non mi dispiace uscire da quella valle infuocata...

... e poi, questo sentiero è delizioso.
Attraversa inaspettatamente e in esposizione una zona di crestine rocciose.



Seguendo i segni giallo-rossi si supera anche l'ultima cresta (1940 m)...

... e si piega decisamente a sinistra su ripidi pendii erbosi, verso il rifugio ormai in vista.

Una pianta di Veratrum nigrum attira la mia attenzione. Il veratro nero, come anche quello bianco (di Lobelius), contiene alcaloidi velenosi. Quando non è fiorito può essere confuso con la Genziana maggiore, dalla quale si distingue per le foglie pubescenti e alterne, anziché opposte.

Fate attenzione.

Recuperiamo tenda e sacchi a pelo... salutiamo il rifugio e il Fosso del Monte...

... e trasciniamo le zampe fino a Prato Selva.

Dettaglio cartografico. Mi dispiace di non essere riuscita a fotografare come si deve la Conca di Capovelle.

 

Tornata alla tana, corro a consultare il sito di Antonio Sciarretta, sulla toponomastica dell'Appennino Abruzzese, che non mi delude mai. Il toponimo "Monte Corvo" che compare sulla cartografia IGM, sarebbe un'errata interpretazione del nome dialettale "Monte Corno", in uso a Nerito, che riprende la voce "Corno", utilizzata come traslato geografico. Si aggiunge che, per i locali di Arischia, la montagna è detta "la mondagna ranne", ovvero "la montagna grande". Che delusione! Non facevo che guardare la montagna da ogni lato per riuscire a scorgere il profilo di un becco o un occhio scolpito nella roccia...
Continuerò a farlo.

 

Madre Lupa mi ha mandato una foto della sua giornata passata in compagnia di Zio Lupo e Lupa Fantasma. Non sazi della salita al Rifugio Duca degli Abruzzi, hanno proseguito fino alla cima del Monte Aquila (2494 m) per affacciarsi sul Paretone del Corno Grande. Ma cos'è successo alla croce?

Se vuoi venire in montagna con noi vai sul sito www.abruzzoparks.it 

 

 

Commenti 

 
#1 PAOLO 2012-08-05 18:57
VI INVIDIO .........CON TUTTO IL MIO CUORE....!! "avete" dei luoghi che fanno sognare ma anche pensare........Per Lupa madre: perché te la prendi comoda andando al rifugio D.degli A.? guarda che Monti ha messo in pensione le 90enni, non le.....(e mo' che dico?)...ciao, supersimpaticon a!!!!!!
 
 
#2 madrelupa 2012-08-06 10:24
Ho risalito il monte Corvo da più lati e in diverse stagioni. Facile esortare gli altri seduti alla scivania!!!
 
 
#3 Lupetto 2012-08-06 13:28
Se c'è chi viene a fare wolf howling e ci sono i cinghiali... allora ci sono anche i lupi?
 
 
#4 Lupaclà 2012-08-06 13:29
Certo! C'è anche l'acqua... Solo che da bravi lupi non si fanno vedere.
 
 
#5 lupo della laga 2012-08-10 21:08
un Gran Sasso selvaggio che solo pochi lupi sanno apprezzare...sono innamorato del sentiero che riporta dalla Valle Venacquaro al Rifugio del Monte...una strada per il paradiso...
 
 
#6 Lupaclà 2012-08-10 21:19
già... pochi lupi e qualche camoscio.
Se ti piace tanto quel sentiero... perché non hai fatto neanche una foto?
Comunque, grazie... mi hai portato davvero in un posto magico... da sogno...
 
 
#7 Lupaclà 2012-08-11 14:20
Il Lupo del Vesuvio mi ha mandato questa poesiola.

ORSU', PERCHE' NON CAMBI NOME?

QUANDO TI VEDO
AVANZAR SULLE VIE BELLE
TRA ANEMONI, GIGLI, SASSIFRAGHE E PIANELLE,
PRESA DAI VIL
PENSIERI DI TUTTI I GIORNI,
MENTRE CON UN
SORRISO LA NATURA ADORNI......


ALLOR NEL CORE,
DOLCE UN PENSIER SI STILLA:
"COME SAREBBE BELLO
SE TI CHIAMASSI
"LUPA CAMOMILLA".........;
NON TI COSTEREBBE
POI TANTO.........


TE LO DICE UNO CHE
E' CHIAMATO "SANTO"
MA, CHE POCO A POCO
E "DOCE, DOCE"
TUTTI GLI AMICI
STENDE SOPRA UNA CROCE......


DUNQUE, SE VUOI, NON
ACCOGLIERMI NEL TUO COR SELVAGGIO
MA NON TI SCORDAR
DI DARMI SEMPRE AGGIO
DI PIZZICARTI UN
POCO............CON DOLCEZZA
PERCHE' GRADEVOLE
SEI PIU' DELLA MARINA BREZZA!!!!!!!!! !

Lupa Camomilla?
 

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