SENTIERO GEOLOGICO/2 - 23 settembre 2012 | Stampa |
Scritto da Claudia   


Siamo di nuovo sulle tracce del Sentiero Geologico. Dopo aver ripercorso la parte bassa del sentiero fino al Rifugio D'Arcangelo, oggi vogliamo esplorarne la parte alta... quella del tracciato originario inaugurato nel 1987. Partiamo perciò da Campo Imperatore (mi querida casa), lasciando l'auto al km 5,800 della strada per l'albergo (ca. 1800 m). La piana è tutta un brulicare di vacche e cavalli... numerosi come mai prima. Questa piccoletta mi passa accanto tranquilla... non sa che sono una lupa...

... e prosegue in direzione Vado di Corno. Andiamo insieme?

Il sole mi sconsiglia di fare foto... ma io insisto.

Il Lupo della Laga... "Che belle corna, signora vacca!!! Prego, si accomodi pure fuori dalla mia strada".

 Il valico del Vado di Corno (1924 m) è un'antichissima via di collegamento, in uso fino alla fine del XIX secolo, tra la Valle Siciliana del versante teramano e la Valle dell'Aterno e l'aquilano. In epoca borbonica una guarnigione di soldati presidiava stabilmente il sentiero per il valico. La vecchia mulattiera medioevale ricalcava probabilmente il tracciato della via Cecilia, direttrice di epoca romana, che si staccava dalla via Salaria e raggiungeva Hatria ed Interamnia (e da cui sarebbe derivato il toponimo Valle Siciliana).
Il controllo delle vie di accesso alla montagna da entrambi i versanti e l'operosità dei monaci avellaniti dell'eremo di San Nicola di Corno contribuirono allo sviluppo di una ricca economia legata alla transumanza.

Questi storici sentieri sono oggi un eccezionale terreno di gioco per l'escursionismo, anche se purtroppo la zona del valico è stata interessata dagli sbancamenti di terreno a servizio dei lavori di costruzione del traforo. Dopo i monaci, i pastori, le ruspe e gli escursionisti arrivano ora anche i geologi... vediamo infatti un'indicazione per la cresta est del Monte Aquila contrassegnata "SG33", Sentiero Geologico... e poi il numero 33, che non capisco a cosa faccia riferimento. Comunque questa indicazione è una conferma del fatto che dal 2006 si è deciso di spostare la percorrenza del Sentiero Geologico sul tracciato che sale al Vado di Corno, eliminando il tratto della Valle dell'Inferno (vedi sentiero geologico/1).
Il n.6 sulla vecchia carta indica la traversata Campo Imperatore-Casale San Nicola.

Scavalcato il valico (saluti Sua Maestà, la vediamo in gran forma!)...

... eccoci di nuovo in vista del Rifugio D'Arcangelo e dello sperone di uscita dal tratto basso del sentiero.

 
Senza scendere al rifugio, proseguiamo traversando in direzione della Valle dell'Inferno.
La carrareccia termina a quota 1785 m, in corrispondenza di un piazzale con pozzo di sondaggio (siamo esattamente sul traforo). Facciamo colazione con le zampe che fremono impazienti di proseguire.

La Gentianopsis ciliata (genziana sfrangiata) fiorisce tra agosto e settembre.

Dal piazzale imbocchiamo una traccia (vecchi segni giallo-rossi) che sale ripida per prati...

... e che in breve ci conduce...

... ad affacciarci...

... sull'alta Valle dell'Inferno.
Provo a giuntare tre foto... inutilmente. Mezzo mondo resta fuori dall'inquadratura.

E' un angolo del Gran Sasso che vale davvero la pena visitare.
Chi non c'è mai stato, prepari zaino e scarponi e si affretti a partire.

Dopo un attimo di estasiato smarrimento, mi trovo un comodo posto di osservazione e mi godo lo spettacolo che mi circonda. Voglio registrare ogni piccolo particolare di questo scorcio di montagna, ancora nuovo per me... La vista si apre a valle su Casale San Nicola, sull'autostrada che entra nelle viscere di Sua Maestà (sacrilegio!) e il Fosso della Valle dell'Inferno.
 

Lo scorcio sull'alta valle è selvaggio e variegato... una composizione di guglie, prati ripidi,
pareti verticali e fossi ghiaiosi.
 

Il Lupo della Laga prosegue sul sentiero, ma io non riesco ancora a schiodarmi. Vai!!! Lasciami qui!!...

... dormirò sotto le stelle e mangerò bacche di sorbo!!

Sotto la cima del Monte Aquila spiccano due guglie scultoree, una piramide grigia e una torre gialla.
Ma dove sono i camosci? Se fossi un camoscio è qui che vorrei abitare.

Il versante ESE del Corno Grande è inciso da profondi canali e tra tutti spicca il canalone Haas-Acitelli (Paolo Haas, Ascanio e Francesco Acitelli, 22 luglio 1914), che sale dalla valle fino alla Forchetta Sivitilli, il doppio forcellino che divide la Vetta Orientale dal resto del massiccio. In condizioni estive le difficoltà sono contenute (PD, con passaggi fino al II grado), ma in genere viene percorso in condizioni di innevamento (AD+). Ci sono poi altri fattori che ne fanno una salita impegnativa... l'avvicinamento (dalla funivia alla Valle dell'Inferno), il dislivello (c. 1200 m), il rischio elevato di caduta sassi... e poi conquistata la vetta si deve pensare alla discesa o a un bivacco in quota... per tornare alla funivia infine bisogna risalire sulla vetta occidentale dal ghiacciaio... insomma una bella impresa. C'è anche qualcuno che si è cimentato nella discesa del canale con gli sci (Germana Maiolatesi e Stefano Imperatori, quest'ultimo purtroppo vi perde la vita, aprile 2003) o con la tavola (Bertrand Lamaire, febbraio 2008) ... brrrrrr, mi vengono i brividi solo a pensarci... 
In giallo è visibile la nicchia di distacco di una frana avvenuta nel settembre del 2006 (pochi giorni dopo l'enorme frana al Quarto Pilastro del Paretone), che ha dato una spolveratina all'imbocco del canale. Infine, non vedo da nessuna parte nevai residui... nè nella valle, nè nel canale. L'estate è stata dura. Per di più, i nevai di questo versante, anche quelli più incassati, raramente arrivano a fine settembre.

Ma restiamo con le zampe per terra e pensiamo al nostro sentiero.

La traccia e i segni ci conducono alla base di un salto roccioso...

... e già intravediamo le catene. A prima vista sembrano ben messe.

Indossiamo casco e imbragatura e ci avviciniamo per testarne la tenuta.


L'ancoraggio è vecchio, ma l'anello di trazione è stato da poco sostituito e l'insieme sembra tenere. E' chiaro che il sentiero ha un angelo custode, che veglia amorevole su catene e ancoraggi... un angelo a cui non piace l'idea di smantellare il tratto attrezzato. Chi sarà? Se ci sente, batta un colpo.

C'è anche la catena nuova! Su certi passaggi un po' scivolosi torna utile.


Più a monte, alla catena si sostituisce un cavo...

... prezioso in caso di pioggia...

 ... che solo all'ultimo ancoraggio risulta malamente agganciato (ma tiene).

Al tratto attrezzato segue un lungo e ripido crinale erboso (segni su massi)...

... molto panoramico.

 
Il manto erboso è verde e rigoglioso. In passato doveva essere un pascolo... e infatti, ecco gli stazzi!!!

Il Lupo della Laga li osserva con attenzione. Mumble, mumble... vorrà trasferirsi?

Ci sono un po' di spifferi, ma lavorandoci...

Lo spazio non manca.

L'esposizione è ottima.

Si potrebbe chiamare "lo stazzo della torre".

Un po' fuori mano, ma tranquillo.

Qui il giardino con le piante aromatiche... per te che ami la cucina speziata.
Allora che ne dici?

Niente da fare... siamo troppo lontani dalla Laga.
Proseguiamo... in che direzione? Laggiù...c'è un segno sulla roccia!

Guadagniamo il filo del crinale e un movimento attira la nostra attenzione... sul lato opposto del canale vediamo un branco di camosci. Allora ci sono!!! Che bello poterli osservare senza essere visti. I maschi fanno a gara di agilità, esibendosi in corse spericolate. Poi, purtroppo, il passaggio di un elicottero mette in allarme il branco, che si sposta rapidamente verso il fosso (facendo venire giù una mezza frana).
 


Uno dei maschi non partecipa al fuggi fuggi generale.

Il branco dal fosso si dirige rumoroso nella nostra direzione. Vuoi vedere che ci piombano addosso? Poi, finalmente, si accorgono della nostra presenza... si arrestano di colpo con i colli allungati a fissarci (che scena!!!)... e ripartono in discesa tornando nel fosso. Scusateci tanto, per l'elicottero e per l'intrusione.

Speriamo che non fosse l'elicottero del Soccorso Alpino.
Siamo ora proprio sotto la ferrata per il bivacco Bafile e riusciamo a scorgere la solita fila di formichine che si accalca nei passaggi più ostici. Lì la coda come al supermercato, qui solo lupi e i camosci... e forse è meglio che sia così. La Comba Est è stranamente priva di neve... o quasi.

I camosci nel frattempo hanno ritrovato la calma e pascolano più a valle.
Di sicuro non avranno problemi a superare il salto roccioso. Sarebbe bello avere anche solo un centesimo della loro agilità... o i loro zoccoli in vibram.

Mano a mano che saliamo di quota la vista si allarga sul resto della Catena Orientale.

Transitiamo sotto la torre gialla...

... e l'aggiriamo sulla destra...

... sempre seguendo i segni...

... fino a raggiungere per ghiaie...

... il filo di cresta della torre stessa.
Sembra di essere alla Forchetta di Penne, con un Dente del Lupo in scala ridotta.

Il Lupo della Laga subito si fa prendere dalla voglia di arrampicarsi...
dì la verità, il calcare è irresistibile!

Tra le guglie.

Il gendarme che vedi non è la torre gialla...

... quella dietro invece sì. Secondo la cartina è alta 2355 m.
Continuiamo sul filo di cresta.

 Costeggiando a sinistra un tratto roccioso e dopo un'ultima salita tra ciuffi d'erba e sfasciumi... 

... arriviamo sotto delle roccette. Deviamo a sinistra (come da segni)...

... ed entriamo in un breve canaletto molto ripido (aggirabile a sin).

Chi ha aperto il sentiero nel 1987, sapeva come movimentare la salita... non ci si annoia mai.

L'arrampicata è facile, ma la roccia è poco affidabile... attenti alle pietre!!!
Qualcuno si è divertito a segnare la quota progressiva... (24)50...55...60...

 

... e anche dopo il canaletto...70...75...

... 80...

... ormai ci siamo (ma che fai?)...

... ancora pochi metri...

... 85... 90...

... ed eccoci in vetta al Monte Aquila, a quota 2494 m!
Bravi lupi!!! E soprattutto... evviva la Valle dell'Inferno e il Sentiero Geologico!!!!!

Il Monte Aquila fu battezzato con messa solenne il 29 agosto del 1926. Alla cerimonia parteciparono numerosi i soci CAI di molte sezioni abruzzesi, ma soprattutto quelli del CAI dell'Aquila, promotori dell'iniziativa. Si può dire che siamo saliti in quel di Teramo (la Valle dell'Inferno) e siamo sbucati nell'aquilano... non è difficile allora indovinare la terra natia del misterioso angelo custode di cui si è parlato.
E' un piacere vedere di nuovo in piedi la croce.

Ora che abbiamo scollinato, dobbiamo fare i conti col vento... che ci soffia via la voglia di sostare in vetta.

Ci avviamo verso est e il Vado di Corno e subito incappiamo nel cartello di segnaletica del Sentiero Geologico. Certo, ora che è stato spostato sul valico, sale alla vetta del Monte Aquila proprio dalla sua lunga cresta Est, per proseguire poi verso il Rifugio Garibaldi e la Val Maone.

Ora ci è tutto molto più chiaro. La smettiamo di scervellarci sulle vicende del Geologico e ci godiamo l'aerea e super-panoramica cresta di discesa. Con il vento che c'è mi viene voglia di aprire le ali e involarmi alta sulla piana. "Come una cornacchia o come un avvoltoio?", mi prende in giro il Lupo della Laga.

Il sole basso scolpisce la foresta di guglie del Corno Grande, che ammiccante e irresistibile continua ad attirare l'obiettivo della macchina fotografica.

Finalmente troviamo un posto al riparo dal vento e facciamo sosta per placare i morsi della fame.
Il panino, che nelle valli urbanizzate non è che un misero pasto, qui in montagna, mangiato al cospetto di cotanta bellezza, diventa il non plus ultra delle delizie culinarie... il "panino di montagna"!!! Slurp, slurp!!!

Con le pance piene e il sorriso stampato sui musi, riprendiamo la via di discesa lungo la cresta...

... obbligata e anche ben segnata.



Un ultimo gobbone e siamo al valico...

... dove si chiude l'anello.


Sul versante Sud, l'aquila distende una ad una tutte le penne delle sue immense ali.

Per immortalarle tutte ci vorrebbe un grandangolo... ma va bene anche un collage.
Siamo alla macchina e non abbiamo voglia di andare via.
Restiamo ancora un po'... a goderci il calore degli ultimi raggi di sole. Poi ripartiamo a passo di lumaca...

... lasciandoci alle spalle una lunga scia bianca...

... per essere sicuri di ritrovare sempre la strada per il paradiso.

Dettaglio cartografico realizzato con uno stralcio della nuova carta del Gran Sasso (2009). All'andata abbiamo percorso il 214A, al ritorno il tratto del 214 dalla cima del Monte Aquila a Vado di Corno, superando un dislivello di ca. 830 m. (in salita e in discesa). Il 214A è descritto sulla carta come sentiero alpinistico e non come sentiero attrezzato... i cavi e le catene però ci sono ancora.

 
Nonostante questo, il Sentiero Geologico passa ad oggi ufficialmente per il Vado di Corno (212, 214) e non per la Valle dell'Inferno. Ci vorrà tempo e dovremo farci l'abitudine... sarà difficile cancellare il binomio ormai consolidato Sentiero Geologico-Valle dell'Inferno. Ma importa poco, in fondo è solo un nome.

Se vuoi venire in montagna con noi vai sul sito www.abruzzoparks.it 

 

 

Commenti 

 
#1 Lupaclà 2012-10-16 08:02
Monte Aquila

Fu una vera atrocità!
Un’aquila in gabbia,
all’ingresso della mia Città!

Il proprio emblema,
ingabbiato e umiliato,
era un’offesa alla libertà!

Quel magnifico rapace,
un tempo anche imperiale,
finalmente liberato,
maestoso tornò a volare
nel suo ambiente naturale.

In Via delle Aquile,
restò vuota la sua prigione,
finché una notte
ci trovò la morte
un vecchio barbone.

Solo allora fu demolito quel disonore!

Sul Gran Sasso c’era una vetta,
non aveva ancora un nome,
Messa Santa vi fu celebrata,
Monte Aquila fu battezzata,

mentre lei in alto, orgogliosa roteava...
come se sapesse di essere,
la festeggiata.

Filippo Crudele
 
 
#2 Lupetto 2012-10-16 13:20
proprio un bel posto
 
 
#3 madrelupa 2012-10-16 14:55
Sì, Lupetto, davvero un posto stupendo: un mondo verticale addolcito da strisce di verde prato, con il contrasto tra la rocciosa parete incombente e il fondo lontano della valle.
 
 
#4 PAOLO 2012-10-16 18:27
la fotografia piu' bella? non ho dubbi! è quella su in cima al Monte Aquila con i "2" metri di sorriso luminosissimo di Lupa Claudia!!!!!!! Per gli scettici, fate il confronto con la croce......alle spalle della lupa......sarà almeno 3 metri........Ciao dal Lupo miope......
 
 
#5 PAOLO 2012-10-16 18:33
Tristissima la storia dei due sciatori...... Vita e morte alla pari, con eguali probabilità.
 
 
#6 Lupaclà 2012-10-16 23:22
Quando noi lupi mostriamo i denti, non è per sorridere... ma per ringhiare...
Avvisavo il mondo che la croce era ormai nostro territorio...
 
 
#7 lupo della laga 2012-10-31 23:41
Che soddisfazione a rileggere della nostra avventura conoscitiva!!!
Bravi Lupi! Ora i motori di ricerca del web avranno pane per i loro denti...
 
 
#8 lupo della laga 2012-11-02 22:28
Guardando bene le foto, lo stazzo della torre è proprio un posto magnifico...al cospetto di sua maestà...quasi quasi mi ritiro in questo angolo di paradiso...
 
 
#9 Lupaclà 2012-11-03 12:07
Per un lupo come te è un posto perfetto... selvaggina a portata di zampa e pochi visitatori.
 
 
#10 PAOLO 2012-11-03 13:50
Avete pensato,qualce volta,alla "pazienza " ke la montagna dimostra per ki...la visita?.Potrebbe capitare,e capita,ke si "spazientisca":non vi sembra?.Le tue foto sono molto belle ma mancano,per me,di un particolare..ke nessuno potra' mai rappresentare,i l SILENZIO ke la fa da padrone assoluto in quei posti!.Ti sfido a rappresentarlo! ciao.
 
 
#11 fabio 2014-12-31 12:29
Magnifico giro. Complimenti..
 
 
#12 Lupaclà 2014-12-31 16:26
Grazie, Fabio!!
 

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