M. FOLTRONE - via degli agrifogli - 22 dic 2013 | Stampa |
Scritto da Claudia   

Per affrontare con lo spirito giusto le festività, abbiamo bisogno di fare scorta di silenzio... scegliamo allora una meta lontana dalle affollate piste da sci. Il Monte Foltrone è il gemello meno famoso e quindi meno frequentato dei Monti Gemelli, niente impianti, niente rifugi... proprio quello che cercavamo!! Sulla vetta, ben visibile dal basso, c'è poca neve e lasciamo le ciaspole in macchina.

La luna raggiunge la cima prima di noi...

 
... poi rotola per un tratto sul filo di cresta e infine sparisce dietro, scendendo sull'altro versante...
sarà una traversata!!

 
Il sentiero attraversa dapprima un querceto (ancora in veste autunnale), poi sale nella faggeta.
Il tipo con il pom pom è il Lupo della Laga... oggi tutto contento di ospitarmi in quel di Teramo.


Civitella del Tronto è ben visibile. Ricordo che la scorsa volta era semicoperta dalle nuvole (qui).


Siamo sul sentiero n.13, che ribattezziamo senza pensarci due volte "via degli agrifogli". Ce ne sono davvero tanti e di grandi dimensioni! Nel grigio omogeneo della faggeta spoglia, spiccano con le loro foglie sempreverdi e le bacche rosse... 


... una nota di colore molto natalizia.


Mi fermo ad accarezzare le belle foglie lisce, stando attenta ad evitare quelle con le spine. Nell'agrifoglio, infatti, le spine sono presenti solo sul margine delle foglie dei rami bassi. Sui rami alti, forse perché lontano dalla bocca di possibili consumatori, le foglie hanno margine liscio e una bella forma ovale.


Nel sottobosco una sorpresa.

 
Dopo una deviazione (segni rossi) che ci costringe a risalire un ripido e scomodo canalino, torniamo sulla retta via. Sarà un'accorciatoia? Chi l'avrà segnata? Nel frattempo viene a farci visita un piccolo branco di cani da caccia... baldanzosi e scodinzolanti. Dopo esserci accertati che non siamo nè cinghiali, nè caprioli, se ne tornano dal padrone (il solito caro cacciatore, che speriamo non ci spari addosso).
 


Ci alziamo di quota e intorno ancora tanti agrifogli...




... anche più a monte, dove finalmente cominciamo a calpestare un po' di neve.


Usciamo dal bosco... una variazione nella musica, che ci fa vibrare le orecchie di piacere.


Siamo in una radura, un tempo frequentata da pastori.




Il manto nevoso è finemente decorato dal sole.


Raggiungiamo il filo della cresta Nord... e accidenti, finalmente quello che cercavamo!!
Aria... tanta aria per i polmoni e per l'anima. 
I Monti Sibillini...


... e la Laga si stagliano nitidi all'orizzonte (la foto non rende giustizia).

 
Sul filo di cresta, nei pressi della vetta, scorgiamo delle sagome che si stagliano contro il cielo.


Sono caprioli!! Che ci fanno tanto in alto? Fuggono dai cacciatori? Certo lassù non dovrebbero arrivare.


Cresta, adorata cresta! Sul versante Est, dolci pendii boscosi...


... sul versante Ovest, ripide balze rocciose.


Raccolgo un sasso rosa da riportare al Lupetto.




Alle nostre spalle la cresta appena percorsa e, oltre le gole del Salinello, il Monte Girella, l'altro gemello (leggermente più alto). In basso a sinistra i ruderi di Castel Manfrino.


In vista della croce azzardo uno scatto contro sole. Ormai ci siamo... dove saranno andati i caprioli?


In una insellatura della cresta, fa capolino Pizzo di Moscio, ancora bello carico di neve.


Siamo in vetta... in paradiso.
Le ombre sono lunghissime ed è appena passato mezzogiorno!


La cresta prosegue verso Sud, ma ci fermiamo. Siamo a 1718 m s.l.m.
Il Gran Sasso, per via del contro sole, non è fotografabile (peccato).


Qualche scatto... abbracci... E' il momento più bello, la sosta in vetta. Il vento (leggero ma freddo) ci costringe ad abbassarci di qualche metro. Ci sistemiamo comodamente sull'erba e tiriamo fuori panini e dolcetti vari. Il sole di fine dicembre è gentile e tiepido, ci fa compagnia e ci scalda le pellicce. 


Al momento di ripartire, una sorpresa! Come ci alziamo, vediamo un'aquila reale sollevarsi in aria dall'erba e sparire dietro la vetta. Che emozione!! Era a pochi metri da noi e non ce n'eravamo accorti!! Forse anche lei si stava godendo il sole e il panorama.


Per la discesa, seguiamo l'itinerario già percorso la volta scorsa: direttissima, fino ad intercettare il sentiero n.14, e poi per comode svolte nel bosco si ritorna al punto di partenza. Prima di rituffarci nella faggeta, salutiamo il mare e purtroppo anche il sole...




... che torna a farci un'ultima carezza giù a valle.


 


Il dettaglio cartografico. L'anello percorso supera un dislivello di ca. 940 m. Il sentiero di discesa è una larga carrareccia, quello di salita è segnato solo in parte e, nella parte bassa, bisogna stare attenti a non imboccare la strada sbagliata.

 
 Se vuoi venire in montagna con noi vai sul sito www.abruzzoparks.it
 
 

Commenti 

 
#1 lupa melina 2014-01-01 10:57
Mi dicevo: ma come, quest'anno niente...favoletta per Natale? Eccomi accontentata, c'è anche il bosco fatato, una Luna principessa sfuggente, sassi magici colorati e due vigili guardiani a quattro zampe...che bel posto!
 
 
#2 imma 2014-01-01 16:06
sì, Melina ha ragione, sembra davvero una favola natalizia per quanto è splendido il posto.C'è una leggenda legata all'antico maniero di Castel Manfrino. Si narra di un enorme macigno che bloccherebbe una cavità naturale dove è nascosto un tesoro che alcuni dicono appartenere a Re Manfredo. C'è una fata a guardia del tesoro tutta vestita di bianco ed un monaco pronto ad eseguire il comando della bianca signora, facendo aprire una grande porta di ferro. Tra i prescelti che volevano entrare nella cavità c'era la regola di prendere monete di rame il primo anno, monete d'argento il secondo e monete di bronzo il terzo. Ma un avido prescelto non rispettò i patti e la porta di ferro si chiuse tagliandolo in due....
Splendide come sempre le foto e la terz'ultima mi ha dato l'idea di un grosso cagnone peloso accucciato...quasi a guardia del territorio....
 
 
#3 PAOLO 2014-01-01 21:38
"T'arricuorde kella fata si tu..... suonnate a mme,'mparaviso cu tico voglio i'"!!!!!!!!!.Di voi tre,ki sarà la fatina?!?.........
un tenero pensiero natalizio.......e evviva alla bellezza della natura silenziosa e dormiente....
Paolo.
 

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