CRESTA DI PIETRAMAGGIORE - 29/12/2013 | Stampa |
Scritto da Claudia   


Nella tana c'è un gran da fare e poco tempo da dedicare alle relazioni. Questa però voglio scriverla, perché al branco non accade più tanto spesso di avere la gioiosa compagnia del Lupetto. In suo onore e viste le giornate corte, scegliamo un itinerario breve e, come al solito, di grande soddisfazione.
Passando per Cansano raggiungiamo il Bosco di Sant'Antonio (1310 m), dove lasciamo l'auto e ci incamminiamo con le ciaspole in spalla. Attraversiamo la pista per lo sci da fondo, transitando vicino Fonte Fredda (freddissima), e ci dirigiamo verso la sella di Colle Scorciuto. Sugli alberi  i segni freschi del sentiero T4 (un applauso al Parco Nazionale della Majella).

La neve è dura e in molti tratti ghiacciata. Guadiamo senza problemi il ruscelletto...

... poi, proseguiamo per la carrareccia...

... facendo attenzione a non rompere con le zampe le delicate sculture del ghiaccio.

   


   

Ghiacciata anche la Fonte Bucchianico.

Man mano che ci alziamo di quota, si scopre il paesaggio.
Alla nostra sinistra la lunga cresta del Monte Rotella...

... a destra il Monte Pizzalto (peccato per il controluce).
Siamo ancora nel territorio del Parco Nazionale della Majella.

Giunti alla sella, mettiamo le ciaspole e prendiamo a sinistra nel bosco per salire verso la cresta del Rotella,
che in questo tratto prende il nome di Cresta di Pietramaggiore (all'incrocio segni vecchi coperti di grigio
 e pochi metri dopo i segni bianco-rossi nuovi).

Il sentiero sale dolcemente, ma ci affrettiamo per la voglia di uscire al sole.

Sulla cresta troviamo ad attenderci un meraviglioso valloncello innevato (ca.1600 m).

Quasi ci dispiace rovinare con le ciaspole questo manto di neve immacolata...
troviamo però le impronte di una lepre.

Il lupetto dimentica che con le ciaspole non si può andare in retromarcia
e finisce a zampe all'aria nella neve...

... più contento che mai. E alzati!!!

A questo punto si potrebbe andare a Sud verso la vetta del Monte Rotella (2129 m) o a Nord verso Pietra Maggiore (1605 m). La vetta però è a cinque chilometri e, vista la neve e l'ora tarda, optiamo per il Nord. La cresta è molto panoramica e ai Lupi sale un canto nella gola.... aaahuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!!!!!!!!!!

Madre Lupa insieme a Lupa Rossa ci scatta questa foto dall'altro crinale del valloncello. Dai, raggiungeteci!

Da un lato abbiamo la Montagna Madre che ci sorride beata da dietro il velo setoso di una nuvola...
Monte Amaro, Guado di Coccia e Monte Porrara...


... dall'altro abbiamo il massiccio del Monte Genzana, con tutte le sue valli e le sue cime.

Ben visibili anche Passo San Leonardo, l'ampia sella tra Majella e Morrone, e l'abitato di Campo di Giove.

Di fronte, invece, la vista spazia verso la Conca Peligna e Sulmona. Accidenti quanto mondo!!!! Questo posto è perfetto per bivaccare. Ma cos'è quel cippo di pietra che si scorge sulla cresta?

Con Lupo Alberto scendo a vedere... rammaricandomi che le nuvole in fondo
coprano le cime del Gran Sasso.

Si tratta di un termine in pietra (sulla cartina "Il Terminone", 1564 m), visibile da ogni dove,
anche dalle case del borgo di Pettorano sul Gizio. Sul fianco, il segno del sentiero di cresta
che sale alla vetta del Rotella dal Colle Mitra (T2).

Più tardi, scopro sulla carta che il Terminone cade per poco al di fuori del confine del Parco.

Torniamo dal resto del branco... ma dove siete finiti?

Ah!!! Bivacco in parete!!

Tra i sedili del pranzo... coccinelle in svernamento (guarda qui). Speriamo di non averle disturbate!!

 
Sotto i nostri occhi le vie e le abitazioni di Pettorano sul Gizio. Proviamo a salutare sbracciando...
magari qualcuno affacciato alla finestra riesce a scorgerci.

Azzerate le scorte alimentari e con le pance piene, prendiamo la via del ritorno.

 
Per allontanare il momento del rientro, scendo nel valloncello con il Lupetto, che ormai è diventato
più alto di me... il Lupettone!!! 
Che bello essere qui con te!!

Poi, torniamo a valle con calma, fermandoci ad ammirare i tesori del bosco...
come questi piccoli e preziosi swarovski tra il muschio.


Sulle piste non è rimasto nessuno... al calare del sole il freddo scaccia via tutti.

I fiori di cardo secchi ci salutano con leggerezza.
Ciaooooooo!!!!!!

 


Stralcio (fuori scala) della Carta Turistica del Parco Nazionale della Majella, redatta in scala 1:50000.

 

Se vuoi venire in montagna con noi vai sul sito www.abruzzoparks.it 

 

Commenti 

 
#1 madrelupa 2014-02-13 07:34
Un affaccio davvero notevole sulla valle Peligna!
 
 
#2 lupa melina 2014-02-15 18:56
Tutti i lupetti crescono, magari diventano Tecnologici o altro, ma nel cuore delle madri lupe restano sempre teneri lupetti.
Piuttosto...Lupetto somiglia in modo impressionante al mio Lupo Tecnologico! Si vede che Lupi e Lupetti sono tutti...fratelli, figli di Madre Natura!
Bellissima passeggiata, sicuramente una meta da tenere in considerazione! Torna presto, Lupaclà!
 
 
#3 imma 2014-02-18 16:33
affascinanti e stupendi i gioielli creati dal ghiaccio.....il paesaggio poi...la neve sembra zucchero filato sparso per la gioia dei lupetti e non solo.... ma non dovrebbe esserci anche l'Eremo di S. Antonio? mi sembra di ricordare che il bosco anticamente era un luogo sacro dedicato a Giove. Correggimi Lupa Clà....
 
 
#4 PAOLO 2014-02-18 17:57
L'eremo di s.mikele?......Per Lupa Clà:sono arrabbiato per la solita invasione da parte vostra di una parte dei miei territori,ke portano ancora impresse le orme ke i miei scarponi vi impressero orgogliosamente negli anni passati!!!!!!!! .(salivo da Pesco e, via momte Rotella,zonzola vo fino a vedere Sulmona
o scendevo al bosco di s.antonio.....).
 
 
#5 PAOLO 2014-02-18 18:00
l'abbeveratoio era il luogo dove avveniva un incontro polietnico.....tra me(a cavallo),i cavalli in libertà e le mukke con i vitelli.Poi,ritornavo salendo la cresta opposta fino alla proboscide di m.elefante......
 
 
#6 Lupaclà 2014-02-28 10:40
Scusate se nn vi ho risposto subito... dopo tanto silenzio nn immaginavo di trovare commenti. Il Lupetto cresce a vista d'occhio e certe mattine lo guardo e mi chiedo: "chi è costui?"
Sono due gli eremi che sorgono in questi luoghi, quello di S. Antonio di Padova e quello di San Michele... potrei farne una piccola relazione (appeno ho un attimo)
 
 
#7 Lupaclà 2014-02-28 10:41
Ma qual è il Monte Elefante????
 
 
#8 PAOLO 2014-02-28 14:44
bellissimo il giovane del branco che si alza di quota......grazie all'occhio e alle mani della sua ormai vecchia mamma..!!!!!.prodigio dell'obiettivo...o di mammà...?.Sic respondeo tibi....
 
 
#9 imma 2014-02-28 16:07
allora ricordavo bene circa l'eremo di S.Antonio......sì, loro crescono e noi......ciao Clà alla prossima. E tu Paolo sempre a mettere in dubbio ciò che dico.....
 

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